Giuseppe Diesi: "Sono un uomo morto" PDF Stampa E-mail
Mafia - Agrigento e Provincia
Scritto da Redazione   
Domenica 18 Ottobre 2009 18:47
Grandangolo con la denuncia di Giuseppe Diesi“Non so se pubblicherà questa mia e-mail ma è la squallida verità, per aver fatto quello che tutti dovrebbero fare mi sono rovinato, sia come persona sia economicamente”. E’ questo il forte “attacco” di una lettera che Grandangolo – il giornale di Agrigento – pubblicata sul numero 42 attualmente in edicola. A scrivere è un imprenditore di Corleone, Giuseppe Diesi coinvolto nell’operazione “New Generation”,  genero  di Bartolomeo Cascio storico capofamiglia di Roccamena strettamente collegato ai vertici di “Cosa Nostra”, Bernardo Provenzano e Salvatore Riina, già detenuto per il reato di associazione mafiosa. Le motivazioni alla base della scelta di Giuseppe Diesi di collaborare con la polizia giudiziaria, derivano, verosimilmente, dalla volontà di dissociarsi dall’ambiente mafioso non per ottenere eventuali benefici giudiziari ma, piuttosto, per evitare di essere nuovamente coinvolto in vicende illecite. Diesi si è “armato” di registratore ed ha messo nei guai boss e picciotti. Rilevante è stato il suo apporto nell’operazione Scacco Matto. Genuina e spontanea, pertanto, è apparsa la sua collaborazione, sin da subito ritenuta pienamente attendibile, anche in considerazione del fatto che sono state, sinora, sempre formulate accuse precise e coerenti su soggetti, tra cui lo stesso suocero Bartolomeo Cascio, estremamente a lui vicini. Oggi si sente un uomo morto. Ma anche usato e abbandonato. Ecco cosa scrive Diesi a Grandangolo:Gentilissimo direttore,mi chiamo Giuseppe Diesi nato a Corleone il 30/03/1974 e sto scrivendo questa e-mail per evitare che mi si venga dato un aggettivo a me estraneo,in quanto non ho mai fatto parte di nessuna associazione mafiosa,ho avuto dei problemi giudiziari che si sono risolti con l’assoluta assoluzione perchè il fatto non sussiste,quindi non mi si può dare un titolo di pentito coperto o pentito semplice o collaboratore di giustizia in quanto sono solo ed esclusivamente un imprenditore che, sbagliando, ha deciso di denunciare quello che era di dominio pubblico a tutti, semplici cittadini,forze dell’ordine e politici. So che questa mia affermazione è un pò pesante ma tutto quello che dico è supportato da prove certe, cercherò di essere più breve possibile.  Ma la storia è lunga e ha dell’incredibile.Quando sono uscito dal carcere perché assolto ho deciso che si doveva dare una svolta a tutto quello che mi era successo a me e ai miei familiari, ma dovevo farlo con cautela in quanto i carabinieri non so per quali motivi hanno sempre dato versioni diverse quando ogni volta i miei facevano qualche denuncia. Si perché le denuncie verso questi individui (operazione Scacco matto)  erano state fatte anni addietro da un mio familiare ma i carabinieri in rapporto hanno scritto che questo era falso in quanto volevamo eliminare la concorrenza. Quando sono uscito onde evitare di fare lo stesso errore mi sono munito di alcuni apparecchi da me comprati e ho incominciato registrare ogni qualvolta qualcuno veniva con metodi mafiosi,o quando l’imprenditore di turno doveva cambiare impianto per rifornirsi del calcestruzzo dall’impianto che i mafiosi indicavano. Io, di mia spontanea volontà, ho registrato tutto e consegnato ogni qual volta accadeva un fatto ai carabinieri con relativa denuncia  per evitare che tutto venisse stravolto. Io avevo paura dei carabinieri, si è così,  e oggi ne ho conferma. I carabinieri si sono serviti delle mie registrazioni, io ho fatto da investigatore rischiando di essere scoperto, e mi creda quello è stato fatto è solo una parte perché ancora c’è molto da fare. Da premettere che questo mia svolta, chiamiamola così, doveva essere un segreto ma non era così, perchè puntualmente qualcuno delle forze dell’ordine avvertiva personaggi vicini a mafiosi dicendogli di stare attenti perchè registravo tutto. Domanda: quale interesse avevano?Nonostante questo io ho continuato per la mia strada perché volevo uscire da questo sistema senza chiedere niente in cambio a nessuno,ero solo stanco di subire angherie sia da parte dei mafiosi sia da parte dei carabinieri, che guardano solo il loro scopo,quello di fare carriera a danno della povera gente.Si perché quelli come me sono solo merce di scambio. Faccio un esempio: dopo che è stata fatta l’operazione Scacco matto, tutto il mondo sapeva che io avevo denunciato alcuni personaggi di questa vicenda, quindi ero una persona a rischio. Sa che proposta mi viene fatta dal comandante dei carabinieri di Monreale? Quella di mettermi in contatto con personaggi vicini al boss Raccuglia di Altofonte. Allora ho capito che cercavano di farmi ammazzare. Perché a nessuno può venire in mente una richiesta del genere visto che era di dominio pubblico la mia collaborazione con le forze dell’ordine tranne che non mi si voglia consegnare a chi di dovere su un piatto d’argento per farmi ammazzare!Io dopo che sono andato via ho avuto paura, e ho pensato che avevo fatto un grosso sbaglio. Mi ero rovinato la vita,dovevo avere dalla mia lo stato ma da quel momento tutto quello che ho fatto mi si è rivoltato contro, specie dopo aver detto a questi signori che o mi volevano far ammazzare o di mafia non ne capivano nulla!Sa oggi come mi ritrovo? La mia azienda non può più lavorare perché non mi danno la certificazione antimafia. E sa chi da le informazioni? I carabinieri di Monreale. Ma ancora non capisco dove ho sbagliato per lo stato,forse perchè ho denunciato? A tutto questo dopo vari atti intimidatori, sono da solo, nessuno mai ha avuto una parola di conforto, tranne uno, che fa parte delle forze dell’ordine e che non voglio menzionare non vorrei che magari qualcuno si inventi qualche favola su chissà quale intreccio.Comunque concludo con l’ultima notizia che i carabinieri hanno messo in giro su alcuni miei familiari,cioè che non sono persone che non hanno detto tutto e quindi non credibili,questo solo ad uno scopo, perchè se uccidono mio fratello o un mio familiare la metteranno come uno scontro tra mafiosi e nessuno avrà responsabilità. Su di me questo non è possibile: io sono fuori dalla Sicilia, non ho contatti con nessuno, e nel mio caso sarebbe chiara la matrice, nell’altro mi darebbero un chiaro avvertimento senza nessuno avere problemi, carabinieri e mafiosi.Non so se lo scritto è abbastanza chiaro ma questa è la squallida realtà che mi ha distrutto la vita,oggi sono solo vivo come un morto, ma questa cosa mi aiuta ad andare avanti, non ho paura perchè so già di essere morto!Mandi questa e-mail a qualche politico: che indaghino su queste cose, vedrà tanto di quel marcio che nessuno avrà il coraggio di affrontare una cosa del genere. Non sono un pentito ne collaboratore di giustizia!  Se qualche cosa non è chiara sono sempre pronto a parlare con qualsiasi persona. Io tutto quello che dico posso provarlo!Vi Ringrazio per il vostro tempo accordatomiGiuseppe Diesi

 

 

Scrivi alla redazione

Per inviare comunicati stampa, segnalazioni, suggerimenti scrivete a redazione@grandangolo-online.it

Scrivi a Franco Castaldo - Direttore Grandangolo