Sagra: l'analisi di Elio Di Bella PDF Stampa E-mail
Cronaca - Agrigento e Provincia
Scritto da Elio Di Bella   
Domenica 07 Febbraio 2010 22:43
Elio Di BellaUn’analisi feroce. A muso duro. Scrive Elio Di Bella, giornalista apprezzato e libero. Siamo sicuri che da questo articolo i nostri amministratori sapranno trovare

positive indicazioni.

Questa Sagra è un´indecenza. Sarebbe proprio opportuno ribattezzarla la Sagra dell´indecenza e risparmiare il mandorlo in fiore, che certo non merita di  esservi associato. Una qualunque festa parrocchiale avrebbe già i suoi  manifesti per le strade della città e questo è il minimo ad una settimana dalla  sua inaugurazione. Ma soprattutto la città non è pronta per ospitare eventi che  si svolgeranno tra le sue strade e nelle piazze. L´aspetto di Agrigento in  questi giorni è ignobile. La via Atenea dove si terranno la fiaccolata e le  varie sfilate quotidiane è in più punti piena di buche. Il suo ingresso, Porta di Ponte, ha le facciate screpolate. L´illuminazione non è stata ancora  approntata. Ovunque mancano le strisce pedonali. In città i turisti non  troverebbero un centro d´informazione fornito di depliant e carte della città.  Ma non troverebbero ancora neppure le brochure della Sagra. Un´indecenza. Gli spettacoli folkloristici si terranno al Palacongressi dove non esiste un  impianto di riscaldamento e dunque spettatori ed artisti soffriranno il freddo,  come quando lo scorso anno accadde ad esempio durante lo spettacolo di Franco  Battiato che salì sul palco con una stufetta. Al Villaggio Mosè dove c´è il  Palacongressi i nostri ospiti internazionali vedranno le strade allagate, se  pioverà; non vedranno che pochi metri di marciapiedi e lo squallore di un  centro commerciale abbandonato al proprio destino, con scheletri di palazzi  abusivi fermati dalla magistratura, ma mai abbattuti. Un´indecenza.  Il Parco archeologico è sporco, come sempre. L´erba alta, alberi che invadono  con i loro rami le corsie stradali, immondizia ovunque. Bidoni di immondizia  strapieni proprio ai piedi del tempio di Giunone. Di mandorli poi se ne vedono  pochini. Una sagra senza mandorli ! Un´indecenza. Della Sagra la Sovrintendenza  se ne strafrega. Potrebbe per l´occasione abbellire in qualche modo l´area di  sua competenza. Rendere più accoglienti le strade, illuminarle con più gusto.  Potrebbero insomma darsi una mossa in occasione della Sagra gli strapagati  signori amministratori dell´Ente parco archeologico.  In certe rare occasioni vediamo automezzi dell´Ato Gesa ripulire le strade con  macchine che lavano marciapiedi e corsie. Dovrebbero farlo spesso. Ma almeno in  questi giorni potrebbero cominciare a darsi una mossa. Ma pensano solo a  mandare raccomandate per ripulire le tasche degli utenti con bollette già  prescritte per legge. Gli albergatori non sanno ancora quali gruppi folkloristici ospiteranno,  quando arriveranno. La programmazione è l´anima dei servizi turistici e alberghieri. Ma dovrebbe caratterizzare tutta la manifestazione. Politici e funzionari delle nostre parti non sono mai stati in grado di farlo. Non possono. Attendono ordini dai loro padrini di Palermo e di Roma. Come volete  che programmino ? Obbedire è il loro motto, non programmare. Verrà tutto   sistemato in fretta e furia, qualche ora prima, quando i loro padrini  telefoneranno per comunicare quale ditta deve montare il palco e quale i  gabinetti. La Croce Rossa e le realtà di volontariato che vogliono dare una  mano durante la Sagra non sanno sino ad oggi cosa dovranno fare, dove sistemare  gli uomini e i mezzi. Potremmo ancora segnalare altre disfunzioni di questa  indecenza che chiamiamo sagra del mandorlo in fiore. Ci aspettiamo infine l´ ultima beffa: appena finita la sagra si dirà che dal prossimo anno verrà  programmata con molto anticipo. Non credeteci. E fate piuttosto una promessa a  voi stessi: promettetevi di non votare per loro. Promettetevi che li manderete  a casa per non assistere più a questa ennesima indecenza.  

 

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